La storia

Nei primi anni del secolo scorso quando il calcio entra timidamente in italia dal mondo anglosassone, a Russi i primi calci al pallone vengono dati "nelle fosse" (attuali giardini pubblici del parco Ugo La Malfa) e nel principale luogo di aggregazione per quel periodo: il grande spiazzo adibito a mercato del bestiame. Fra i primi campioni in erba si distingue Francesco Ghigi che mosso dalla passione per questo sport si adopererà per fondare una squadra nella sua città. E' così che il 10 maggio 1925 la prima riunione dei 54 soci, tenutasi nei locali del Cinema Italia, sancisce a tutti gli effetti la nascita dell'Unione Sportiva Russi. Singolare l'aneddoto che porta alla decisione del colore della maglia: i sostenitori dei grandi club nazionali sognavano un Russi bianconero, rossonero o rossoblu.
Come spesso accade per le decisioni storiche, fu il caso a determinare il colore sociale dei neonato sodalizio sportivo: mentre passeggiavano per le vie del centro, lo sguardo di alcuni dei fondatori fu attirato da una tanica di benzina di color arancione e quella fu scelta come tonalità cromatica per le nuove maglie. Meno di quattro mesi dopo la squadra vinceva la sua prima partita giocata in trasferta sul campo del Cotignola. Il secco risultato (7-0) per gli arancioni spinse un giornalista del tempo a scrivere "[...] gli arancioni piombano come falchetti sui campo esterni e strappano sovente un risultato positivo".
Da qui la decisione di adottare il simbolo del falco come stemma della società. Dopo qualche amichevole di rodaggio per il nuovo Russi arriva l'esordio in competizioni ufficiali: si tratta del Girone A del campionato di IV Divisione. Il 6 dicembre 1925 in casa i falchetti superano agevolmente il Forlimpopoli per 2 a 1.
Gli anni che vanno dal 1925 ai primi anni '50 sono difficili per il mondo del pallone in generale: il conflitto bellico e le continue ristrutturazioni dei campionati rendevano difficile la gestione di una società sportiva che aveva messo radici da poco e frequentemente si ritrovava in categorie nuove spesso a prescindere dai risultati del campo. Dalla stagione 1952/53 il Russi milita con onore nel Campionato Nazionale Dilettanti - Prima Categoria fino all'annata 1968/69 quando arriva la retrocessione in Seconda Categoria dove i falchetti rimangono per due stagioni.
Nel 1970/71 gli arancioni trionfano vincendo il campionato e salgono in promozione dove già l'anno successivo mancheranno per soli 3 punti una gloriosa promozione in Serie D che arriverà meritatamente nel 1973/74 beffando il Cervia all'ultima giornata. Il decimo posto nel primo campionato di Serie D si può considerare un sucesso per una realtà locale come Russi che si confronta con mondi ben più quotati come Ancona, Forlì e Pesaro, solo per citare il podio della classifica. Nel 1974 viene inaugurato il Nuovo Stadio Comunale di Via dello Sport, successivamente intitolato a Bruno Bucci, sindaco che lo volle costruire. Il Bucci è tutt'ora sede degli incontri casalinghi dei falchetti.
La stagione 1976/77 in Serie D alla guida del Russi c'è un coach di tutto prestigio: Ezio Pascutti, vecchia gloria del Bologna "che tremare il mondo fa" e che vanta 17 presenze e 8 reti con la maglia della Nazionale Maggiore. La mano del nuovo tecnico si vede subito e il Russi si piazza quinto a fine stagione proponendo un calcio spumeggiante. Dalla prima panchina di Pascutti al 1993/94 il Russi milita con onore nel campionato di Serie D. In questo lasso di tempo vale la pena ricordare l'episodio del grido d'allarme lanciato dalla società alla fine della stagione 1989/90 a causa della insostenibile lievitazione dei costi nel mondo del pallone.
Ciò nonostante l'orgoglio dello staff dirigenziale e l'impegno di giocatori motivati regalarono al Russi la vittoria del campionato 1990/91 nonostante un budget ridotto ai minimi termini a riprova del fatto che non sempre i soldi sono condizione necessaria per i successi. Nonostante la vittoria nel campionato dilettantistico il Russi non sale nella categoria superiore: l'ennesima nuova ristrutturazione delle serie calcistiche impone uno spareggio contro la Pistoiese. A vincere sono gli arancioni, ma di Pistoia. Dopo un paio di dignitosi campionati in Serie D, nel 1993/94 arriva un'amara retrocessione.
La retrocessione nel Campionato Regionale di Eccellenza è il punto di partenza per un nuovo progetto fondato sui giovani: nelle file dei falchetti trovano spazio giovani provenienti dal vivaio da sempre punto di forza della società. A riprova della validità dei giovani del Russi nel 1994/95 arriva un secondo posto in campionato. 1995/96 sesto posto in Serie D raggiunta dopo un ripescaggio. L'anno successivo arriva una nuova retrocessione che spinge la società a puntare ancora di più sui giovani ai quali affidare le sorti di un Russi che puntava a tornare in alto: la rosa era quasi totalmente composta da ragazzi del settore giovanile. Nell'anno del 75^ anniversario arriva inaspettata la seconda promozione in Serie C2: dopo 52 anni il Russi torna nel calcio professionistico. Da quella storica data nel dicembre 1925 l'Unione Sportiva Russi ha raggiunto i giorni nostri attraversando 79 anni fatti di campionati importanti come quelli disputati in Serie C2 nel 1947/48 e nel 2000/2001 toccando vertici di glorioso prestigio per una realtà locale di una cittadina romagnola che conta attualmente circa 6.000 abitanti.
In questi 80 anni è comprensibile che non siano mancati periodi difficili come le retrocessioni nei campionati regionali superati grazie all'orgoglio dei dirigenti e l'impegno degli atleti, valori sui quali tutt'ora il Russi fa solido affidamento. L'Unione Sportiva Russi nel corso della sua storia ha sempre puntato su concetti importanti come la disciplina e la lealtà nel mondo sportivo. La società non impronta i suoi progetti su parametri finalizzati alla semplice conquista del risultato ma innanzitutto vuole essere un attore attivo nel panorama dall'aggregazione sociale per una cittadina come Russi formando persona ancora prima che campioni, uomini ancora prima che giocatori, puntando sui giovani come risorsa da coltivare.
La stagione 1999/2000 non è un'annata straordinaria solo per il gruppo che ha conquistato la promozione, ma è un momento importante anche per il numero uno arancione il presidente Lino Dalla Valle festeggia i suoi 15 anni di presidenza.